C’è tutta l’Italia nell’attesissimo evento che parte il 4 ottobre 2025 e che vede protagonisti i Locali Storici con il loro invito a partecipare alle visite speciali, alle degustazioni, ai menù dedicati e al racconto delle meravigliose storie che intrecciano gusto e storia.
Ma l’appuntamento, organizzato dall’Associazione Locali Storici d’Italia, vede protagonista anche il Piemonte con numerosi locali e iniziative alla scoperta, e questo è il tema di quest’anno, della storia e del gusto d’Italia, che meravigliosamente si intrecciano nei locali storici in particolare nelle città e località piemontesi dove si è saputo conservare ricette antiche, preservare il gusto e la tradizione, offrire ospitalità, delizie e gesti d’amore a tutti gli avventori nel corso dei secoli salvaguardando memorie, sapori e gusto e donando, indubbiamente, anche il proprio contributo a quel tesoro che è la cucina italiana, oggi pronta per l’auspicabile nomina a Patrimonio Unesco.
De “La Cucina Italiana”, la rivista culto dell’alta cucina, è l’Ambasciatrice 2025/2026 dell’Associazione dei Locali Storici d’Italia, la Signora Maddalena Fossati Dondero, nominata per raccontare un altro brano di questa grande storia dei locali: l’innovazione, la contemporaneità, la capacità di offrire un servizio e un gusto impeccabili guardando al passato e rivoluzionando il presente.
Tutti gli eventi sono dettagliati nel sito dell’Associazione nell’ampia pagina dedicata alla rassegna di quest’anno.
L’invito ad esserci, a conoscersi, al racconto delle grandi storie e del gusto, delle infinite bontà e dei tanti segreti anche quest’anno attraversa LA CAMPANIA con Napoli: Gran Caffè Gambrinus (visita guidata), Umberto Ristorante dal 1916 (visita guidata con degustazione), Fabbrica cioccolato Gay-Odin (omaggio a tutti i visitatori), Ristorante La Bersagliera dal 1919 (visita guidata con degustazione), Ristorante Pizzeria Mattozzi (menù dedicato), Locanda del Cerriglio (visita guidata); il Ristorante Antico Francischiello 1909 (menù dedicato a pranzo e cena) di Massa Lubrense (NA); il Grand Hotel Excelsior Vittoria (visita guidata) di Sorrento; la Pasticceria Pansa (visita guidata con degustazione) di Amalfi.
Il Gran Caffè Gambrinus (visita guidata) nel 1890 venne ristrutturato in stile liberty dall’architetto Curri con splendidi affreschi e dipinti dei massimi pittori dell’Ottocento napoletano. Centro politico, urbano e morale della città: D’Annunzio scrisse i versi di “A vucchella”; Scarfoglio e Matilde Serao fondarono il quotidiano “Il Mattino”; sedevano Croce, Wilde, Marinetti, Hemingway, Sartre. Durante la Belle Époque si teneva lo spettacolo del Café Chantant e nacque l’usanza del caffè sospeso. Grazie alla famiglia Sergio che lo guida da 50 anni è diventato tappa fissa dei Presidenti della Repubblica in visita a Napoli. Oltre al caffè espresso di antica tradizione napoletana, è da gustare il Caffè Nocciola, il primo caffè gourmet napoletano.

Guidato dallo Chef Attardi il Ristorante Antico Francischiello 1909 (menù dedicato a pranzo e cena) di Massa Lubrense (NA) con le sue sale coloratissime, le preziose ceramiche e un panorama mozzafiato è interprete di profumi e sapori della meravigliosa costiera. La sua cucina ha conquistato la duchessa Anna d’Aosta, Mastroianni, King Vidor, John Huston, Akira Kurosawa, Billy Wilder, Anthony Quinn, Lina Wertmuller e Pavarotti. Il comandante Achille Lauro, con la villa vicinissima, era un fedele. I giocatori del Napoli Jeppson, Altafini e Sivori accettavano il ritiro solo da Francischiello. Prodotti a km zero, ricette della tradizione come i famosi cannelloni e la delizia al limone sono il gusto di questa cucina che esalta i prodotti freschi della propria terra.
Tempio della pizza e delle ricette napoletane, Umberto Ristorante dal 1916 (visita guidata con degustazione) conserva la bella sala Anni Trenta, dove il genio matematico Renato Caccioppoli, nipote di Bakunin, riuniva a tavola i più bei cervelli dell’Istituto matematico napoletano, come Cafiero, Greco e Stampacchia. I suoi sapori hanno conquistato l’imperatore del Giappone Akihito, Kennedy, Anthony Quinn. Da gustare gli Scialatielli mediterranei, con tonno rosso mediterraneo cotto e crudo, pomodoro, stracciata di bufala campana, basilico e crumble al pomodoro del piennolo e la Pizza Costa d’Amalfi con alici marinate, Provola di Agerola e polvere di limone di Amalfi IGT.
Monumento nazionale dal 1993, la Fabbrica cioccolato Gay-Odin (omaggio a tutti i visitatori) fu fondata nel 1894 dal confettiere piemontese e svizzero d’origine Isidoro Odin con la moglie Onorina Gay. Amata da Oscar Wilde nella sua sosta a Napoli del 1897, dal poeta di Giacomo e da Eduardo De Filippo, genio della commedia napoletana, conserva vetrina floreale, arredi in mogano, macchinari e ricette d’inizio Novecento. Da gustare il Cioccolato Foresta, un’icona del cioccolato artigianale napoletano, strati sottilissimi di cioccolato lavorati a mano per creare la sua forma unica che ricorda il tronco di un albero. Friabile, leggero e ricco di gusto.
Fondato da Donna Emilia nel 1919 in posizione incantevole sul mare e di fronte a Castel dell’Ovo, il Ristorante La Bersagliera dal 1919 (visita guidata con degustazione) è uno dei ristoranti più suggestivi di Napoli. La sala, autentico gioiello liberty, conserva stucchi, pavimento e arredi realizzati dalle maestranze impegnate nei lavori del palazzo disegnato dall’architetto Coppedé. In 100 anni di attività questa Casa continua ad accogliere personaggi della cultura e dello spettacolo, come testimoniano le foto, i preziosi libri delle firme o la presenza in scene di vari film, tra cui “Viaggio in Italia” di Rossellini. Guidata dalla stessa famiglia da tre generazioni, La Bersagliera è stata inserita dall’Accademia Italiana della Cucina tra le Buone Tavole della tradizione, quei luoghi che custodiscono i valori proponendo ricette semplici e genuine del territorio e l’antica ospitalità partenopea.
Sono pochissime le famiglie di pizzaioli che attraversando l’‘800 e il ‘900 sono arrivate ai giorni nostri. Raggiunge la quarta generazione il Ristorante Pizzeria Mattozzi (menù dedicato) dal 1833 a Piazza Carità. Monumento della vera pizza e amatissimo locale di letterati, artisti e politici come Alcide De Gasperi, Francesco De Santis, Giuseppe Marotta. Per servire Napoli e il mondo: la cucina tradizionale napoletana, il gusto del pescato fresco di mare, la mozzarella di bufala, regina della dieta mediterranea e la vera pizza napoletana cotta nell’antico forno a legna a vista.

Dal 1288, più di 700 anni di vita, la Locanda del Cerriglio (visita guidata) antica taverna del porto di Napoli racconta, tra i tanti episodi, quello più emblematico: il 24 ottobre del 1609, all’uscita da una cena, il Caravaggio venne assalito e sfregiato. Conserva l’antica sala, la cantina sotterranea a volta, le salette al piano superiore che hanno visto Giambattista Basile, autore di “Lo cunto de li cunti”, l’alchimista Giambattista Della Porta, Giulio Cesare Cortese, autore del poema “Il Cerriglio ‘ncantato”, e Benedetto Croce. A tavola si servono le Polpette al ragù napoletano, le Candele spezzate a mano alla genovese, la Zuppa di fagioli e scarole, i Babà e la Pastiera napoletana della tradizione.
Folgorato dal cristianesimo, Wagner decise qui che avrebbe concluso il Parsifal. Ospiti Margherita di Savoia nel 1883, re Vittorio Emanuele III, l’imperatrice d’Austria nel 1889, Elena d’Aosta nel 1905 e re Gustavo di Svezia nel 1930, Verdi e Marconi. Nel 1944-45, requisito come “rest-camp” dagli americani, ospitò il generale Clark, comandante della V Armata che sbarcò a Salerno. Intatta la suite dove Caruso trascorse gli ultimi mesi, amata da Pavarotti, Bocelli e Dalla, che qui scrisse la celebre “Caruso”. Arroccato sul mare come una cittadella, prezioso, elitario ed elegante è il Grand Hotel Excelsior Vittoria (visita guidata) di Sorrento, conserva lo stile ottocentesco e un giardino d’inverno Liberty.
Amalfi, nella piazzetta Duomo, una delle più belle al mondo, dal 1830 c’è la Pasticceria Pansa (visita guidata con degustazione) che conserva stile, arredi e la splendida facciata in marmo d’inizio Novecento. Da due secoli offre la più verace tradizione dolciaria amalfitana, zeppole di S. Giuseppe, susamielli, roccocò, casatielli dolci coi “diavolini”, mustacciuoli e sfogliatelle che catturano il gusto di Ibsen, Wagner e Longfellow. Pasticcieri dell’anno 2025 Apei, l’ultimo lievitato di Pansa è il Pan delle Repubbliche, delizia regionale ai profumi esotici dell’Oriente mediterraneo.
Per info: localistorici.it




